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Pesci nelle grotte

I pesci delle grotte d’acqua dolce: una possibile scoperta nelle grotte di Bueno Fonteno?

Ciao a tutti ragazzi! Oggi parliamo di un argomento non prettamente dedicato ai pescatori, ma che riguarda sicuramente i curiosi e gli appassionati del genere “pesce”. Come ben sapete, la recente scoperta della grotta di Bueno Fonteno, che collega il Lago di Endine al Lago d’Iseo, ha attirato molta attenzione. Si trova proprio vicino a noi, eppure è ancora in larga parte inesplorata. Sembra però essere molto ricca d’acqua, e allora ci siamo chiesti: i pesci possono vivere anche là sotto?

 

Pronti a leggere tutto d’un fiato? Si parte! 

 

 

Le grotte d’acqua dolce sono ambienti unici e poco esplorati, spesso nascondendo specie animali adattate alla vita in condizioni di oscurità e scarsità di risorse. In Europa, la scoperta recente di una popolazione di cobite barbatello (Barbatula barbatula) nelle grotte del sud della Germania ha aperto nuovi scenari sulla possibilità di trovare pesci troglobi o comunque adattati alla vita sotterranea anche in altre aree ricche di cavità allagate.

Le grotte di Bueno Fonteno: un mondo sommerso tra il Lago d’Iseo e il Lago di Endine

Le grotte di Bueno Fonteno, situate tra il Lago d’Iseo e il Lago di Endine, rappresentano uno dei sistemi carsici più vasti e complessi della Lombardia. Esplorate solo in parte, queste grotte presentano ampi tratti sommersi con corsi d’acqua e laghi sotterranei, alimentati dalle infiltrazioni provenienti dalle montagne circostanti e probabilmente in connessione con i bacini idrici superficiali.La presenza di grandi volumi d’acqua solleva domande interessanti sulla possibilità che questi ambienti possano ospitare specie ittiche adattate alla vita ipogea. Il collegamento idrico tra le grotte, il Lago d’Iseo e il Lago di Endine potrebbe facilitare il passaggio di alcune specie di pesci d’acqua dolce nelle cavità sotterranee.

 

Pesci d’acqua dolce delle grotte: specie note e possibilità di nuove scoperte

Nel mondo esistono diversi esempi di pesci d’acqua dolce adattati alla vita nelle grotte:

• Garra andruzzii: un pesce africano completamente cieco e depigmentato.

• Astyanax mexicanus: il famoso pesce delle caverne del Messico, noto per aver sviluppato caratteristiche troglobi.

• Barbatula barbatula: citato all’inizio dell’articolo (Si tratta di una piccola popolazione recentemente scoperta nelle grotte della Germania meridionale, rappresenta il primo caso documentato in Europa)

• Scazzone del Timavo (Cottus scaturigo): una presunta specie endemica del sistema carsico del Timavo, in Friuli-Venezia Giulia, che si è adattata a vivere in ambienti ipogei. (Recenti studi genetici tendono a non riconoscerla più come specie distinta dal più comune Cottus gobio, ma a livello fenotipico presenta caratteristiche peculiari che meritano attenzione scientifica.)

• Carpione del Fibreno (Salmo fibreni): un salmonide endemico del Lago di Posta Fibreno, che vive in un habitat carsico e si è adattato a condizioni molto particolari.

Alcuni di questi pesci hanno sviluppato adattamenti sorprendenti come la perdita della vista, la riduzione della pigmentazione e una maggiore sensibilità agli stimoli ambientali, che li aiutano a sopravvivere in condizioni di buio totale e risorse limitate.

 

Fiumi interrati e pesci cavernicoli: due ambienti differenti

Esistono alcuni fiumi che scorrono parzialemente sottoterra anche nella sola provincia di Bergamo. Un esempio su tutti, il torrente Morla a Bergamo, interrato per diversi tratti per facilitare il passaggio delle auto e la viabilità . Tuttavia, la fauna ittica di questi corsi d’acqua non sviluppa adattamenti troglobi, perché i pesci sono liberi di risalire e scendere dal torrente, spostandosi tra zone sotterranee e tratti esposti. Durante le piene ad esempio, molti pesci possono essere trasportati temporaneamente nelle sezioni interrate, ma tornano successivamente nei corsi d’acqua aperti.Nei pesci cavernicoli, invece, l’isolamento prolungato ha portato a cambiamenti genetici permanenti, che si trasmettono alla progenie. Questo fa sì che anche le nuove generazioni mantengano le stesse caratteristiche adattative, come la cecità e la perdita della pigmentazione.

 

È possibile trovare pesci nelle grotte di Bueno Fonteno?

L’ipotesi di trovare specie di pesci nelle grotte di Bueno Fonteno dipende da alcuni fattori:

1. Collegamenti idrici: se le grotte sono effettivamente collegate ai laghi vicini, è plausibile che alcune specie possano aver colonizzato queste aree nel tempo.

2. Presenza di acqua ossigenata e cibo: la sopravvivenza dei pesci sotterranei dipende dalla disponibilità di ossigeno e di organismi di cui nutrirsi, come insetti acquatici o piccoli crostacei.

3. Adattabilità delle specie locali: pesci come lo scazzone, il ghiozzo padano, il vairone o alcune specie di trota potrebbero essere in grado di adattarsi a condizioni di semi-oscurità o perfino di evolvere verso uno stile di vita cavernicolo nel tempo.

 

 

Conclusione

Le grotte di Bueno Fonteno rappresentano un ambiente straordinario per la ricerca di nuove forme di vita sotterranee, inclusi potenziali pesci cavernicoli. Sebbene non vi siano ancora studi specifici sulla fauna ittica di queste grotte, la scoperta di pesci d’acqua dolce cavernicoli in Germania e la presenza di specie endemiche adattate a sistemi carsici in Italia suggerisce che fenomeni simili potrebbero essersi verificati anche in Lombardia. Ulteriori esplorazioni speleologiche e studi biologici potrebbero rivelare la presenza di specie adattate a questi ambienti nascosti, offrendo nuove conoscenze sull’ecologia dei laghi e dei sistemi carsici della regione.

 

Bene l’articolo è finito!

Ti ricordiamo che nel nostro negozio trovi tutto, ma davvero tutto (lo dice anche il nome) per le aperture di tutti i pesci presenti nel lago di Endine e Iseo. Ma se dovesse essere provata la presenza di pesci nelle grotte, ci attrezzeremo anche per quelli 😉 !

 A presto, Omar

Per info:
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