Tanto tempo fa, negli scaffali di pesca c’era solo il nylon. Non avevi molto tra cui scegliere: potevi acquistarlo dal grande spessore (0,35 in su) se andavi alla ricerca di grosse prede, oppure stare su robe più contenute (dallo 0,18 a scendere) se cercavi pesce bianco. L’unica cosa che cambiava era la marca e il prezzo, ma il materiale no, quello era e su quello dovevi rimanere. 

 

 

Con il passare degli anni però, la situazione è cambiata, e a partire dagli anni 80’, hanno cominciato ad approcciarsi sul mercato altri tipi di fili qual il dyneema (trecciato), il dacron, il Kevlar, il Fluorocarbon e il terminale d’acciaio.

Se da un lato questa estensione di prodotti ha aiutato molto i pescatori nel catturare con più efficacia le proprie prede evitando anche sgradevoli rotture, dall’altro ha creato non poca confusione ai pescatori che da poco si stanno approcciando a nuove tecniche.

E allora, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, descrivendo le diverse tipologie di fili presenti sul mercato e le situazioni in cui il loro impiego risulta il migliore!

 

 

Nylon

Senza ombra di dubbio, ancora oggi rappresenta il filo per la pesca per antonomasia. Utilizzato ancora come lenza madre in moltissime tecniche come la pesca a fondo, a bolognese o addirittura spinning, è probabilmente il prodotto con la migliore qualità prezzo. La tenuta del filo dipende dal suo spessore, mentre l’elasticità e l’effetto memoria dipendono da prodotto a prodotto. Un filo che noi consigliamo da imbobinare sulle bolognesi, per la pesca con la canna fissa e sulla maggior parte dei mulinelli (anche per pesche gravose), a patto che non sia necessario pescare a lunghissime distanze da riva (oltre 200 metri). In quel caso, meglio imbobinare con del trecciato, che a parità di tenuta permette di avvolgere molti più metri sulla bobina del mulinello.

 

 

Fluorocarbon e Fluorocoated

Naturale evoluzione del nylon, il fluorocarbon e fluorocoated stanno lentamente sostituendo il nylon per diverse applicazioni in pesca, soprattutto per quanto riguarda i terminali.

Il fluorocoated altro non è che un nylon rivestito da uno strato di fluorocarbon, in grado di donare maggiore trasparenza e rigidità.

Il fluorocarbon invece, oggi è probabilmente il filo per terminale più utilizzato sia nella pesca in acqua dolce, che in acqua salata.

I suoi vantaggi sono presto detti:

  • Grazie al potere di diffrazione della luce vicino a quello dell’acqua, è pressochè invisibile in acqua;
  • Se esposto alla luce, il fluorocarbon non cambia le sua caratteristiche. Il nylon invece, in un anno circa ha un degrado della resistenza del 20%.
  • È molto più resistente alla abrasione del nylon.
  • È più resistente al nodo.
  • Affonda più facilmente.

Tra i difetti invece, c’è il prezzo medio alto del materiale e la tenuta più bassa rispetto al nylon, a parità di diametro.

Noi ti consigliamo di utilizzare il fluorocarbon per la pesca ai grossi ciprinidi (carpa compresa) e per la pesca al luccio (con diametri molto generosi), sia per la pesca a vivo che a spinning.

 

 

 

Dyneema

Chiamato in gergo trecciato, si tratta di uno dei fili che ha lentamente soppiantato il nylon per l’imbobinatura del mulinello, sia per la pesca a spinning che a long range per i grossi pesci. A parità di diametro infatti, ha un carico di rottura molto più elevato del nylon e del fluorocarbon, permettendo di caricare molti metri sul mulinello senza problemi. Ciò ci permetterà inoltre di lanciare più lontano i nostri inneschi.

Tra i difetti, spuntano la totale assenza di elasticità e la resistenza all’abrasione, pressochè nulla.

Se si vuole pescare in presenza di ostacoli, legnaie o altri luoghi pericolosi, consigliamo d’imbobinare prima del terminale almeno 25 metri di Shock Leader e di impiegare terminali come il fluorocarbon.

 

 

Kevlar

Il Kevlar, prodotto ideato dalla Du Pont De Nemours, è il filo più resistente all'abrasione disponibile sul mercato. Per le sue qualità. viene utilizzato con successo come terminale per la pesca al siluro.

Tra i difetti, il costo (costa circa 1€ al metro) e l’elevata visibilità in acqua, che ne sconsiglia l’uso in acqua cristalline o chiare.

Noi consigliamo di utilizzarlo solo su elevati diametri (dallo 0,60 a salire) e specificatamente per la pesca al siluro. Su diametri più bassi, il fluorocarbon ha prestazioni nettamente migliori.

 

 

Terminale d'Acciaio

Utilizzato solo come terminale per la pesca al luccio e in casi estremi alla carpa, il terminale d’acciaio risulta praticamente inattaccabile nei confronti dei denti dei pesci e all’abrasione.

Il suo principale difetto però, è una scarsa tenuta rispetto al diametro e l’elevata visibilità, che ne fanno un filo utile e fondamentale solo in determinate occasioni.

 

Manutenzione

In ultima battuta, una delle cose più importanti ma spesso sottovalutate dai pescatori è la manutenzione del filo. Il sole, l’usura e la salsedine ad esempio, sono in grado di rovinare i nostri fili, intaccandone le caratteristiche principali e limitandone la tenuta.

Per questo motivo, è sempre utile al termine di ogni pescata pulire esternamente la canna e il mulinello, verificare che tutti gli anelli delle nostre canne siano in ordine ma soprattutto cambiare con regolarità lenze madri e terminali, soprattutto in caso di grossi combattimenti o dopo molti anni di inutilizzo dell’attrezzo!

Bene, l’articolo è finito…speriamo ti sia piaciuto! Per qualsiasi domanda relativa a fili, siamo a disposizione!

Tuttopesca si trova sul lago di Endine, lungo la provinciale in Via Nazionale, 2975, a Ranzanico BG!

Per info:

✉ Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
📞 035 819365