Quanti barbi ci sono in Provincia di Bergamo?

E in Lombardia?

E in Italia invece?

Scopri tutto nel nostro articolo! Buona lettura!

 

Prima di descrivere tutte le specie presenti nel nostro territorio, occorre fare una premessa. Usare i nomi “volgari” per definire una specie è sempre sbagliato, tanto più sui barbi. Per identificare correttamente una specie è sempre necessario usare il nome scientifico. E ora scoprirai il perché.

Se qualche amico o conoscente ti ha detto di aver preso un barbo spagnolo in Lombardia, molto probabilmente ti ha detto una cavolata. E lo sai perché? Perché il barbo spagnolo in Italia probabilmente non è nemmeno presente! Sicuramente si sta riferendo a Barbus barbus, il barbo europeo.

Ma andiamo con ordine. I barbi presenti in provincia di Bergamo sono 3:

- Barbo Padano (Barbus plebejus);
- Barbo Europeo (Barbus barbus);
- Barbo Canino (Barbus caninus)

La stessa cosa vale per la Lombardia. Ma se lo estendiamo al territorio italico, i barbi in tutto sono 5. A questi 3, sono da aggiungere altre due specie:

- Barbo tiberino (Barbus tyberinus);
- Barbo dell’Ebro (Luciobarbus graellsi)

Delle tre specie bergamasche, due sono autoctone (padano e canino), mentre l’europeo è esotico. Il problema è che molti chiamano (erroneamente) il barbo europeo barbo spagnolo o portoghese!
L’errore non sarebbe in sé grave se la Spagna non fosse la patria natìa dei barbi. Devi sapere infatti che in Spagna vivono moltissime specie di barbi endemiche, e ci sono già due specie che hanno questo nome.
Il barbo spagnolo infatti, è identificabile nel Luciobarbus bocagei, mentre il portoghese è Luciobarbus steindachneri. Nulla a che vedere con le nostre italiche specie.

In aggiunta alle tre specie, ci sono anche il barbo tiberino, (autoctono dell’Italia centrale) e il barbo di Graellsi, originario dalla Spagna, seminato anni fa nel Tevere, Ombrone ed alcuni affluenti e riprodotto con successo.

Ora vediamo le foto di ciascuno, qualche rapida caratteristica descrittiva ma soprattutto le differenze tra essi.

 

 

Il Barbus plebejus è mediamente più piccolo del parente europeo (peso massimo 2kg), ha il secondo paio di barbigli più corto rispetto agli europei, le scaglie sono di dimensioni molto inferiori, e il raggio lungo della dorsale non è nettamente dentellato come lo è nei cugini europei. Il problema è che non sempre l’identificazione tra le due specie è così semplice: la possibilità d’incrocio, ha generato ibridi con percentuali d’introgressione talmente elevate da non riuscire quasi più a distinguere a livello oculare nettamente una specie dall’altra. Nelle nostre acque, è il caso dei fiumi Adda e Oglio. Nei reticoli minori, il padano se la passa ancora bene.

 

 

Stessa situazione per il barbo canino. Sebbene le differenze siano più nette rispetto a tutti gli altri barbi (notevoli macchie scure lungo il corpo -anche se non diagnostiche- e ridotte dimensioni), la possibilità d’ibridazione ha creato numerosi ibridi cui risulta difficile identificarli ad occhio. Un segnale -forte- d’ibridazione potrebbe essere dato dalle dimensioni: un barbo canino di 30 cm ad esempio, è quasi sicuramente ibridato con il barbo padano, europeo, o addirittura con entrambi.

 

 

Il barbo tiberino è, per certi versi, maggiormente simile al canino, con cui condivide una fitta maculatura. Dove convivono infatti, sono noti errori d’attribuzione delle specie. Le dimensioni massime sono vicine ai 40cm, anche se un tiberino da 30 può essere già considerato di grosse dimensioni. Anche per questo caso, le possibilità d’ibridazione con altre specie creano problemi nella corretta identificazione. Non è presente in provincia di Bergamo, né in Lombardia.

 

 

L’articolo si chiude con il Luciobarbus graellsi, che si trova solo nei Bacini del Tevere, Ombrone, Fiora e relativi affluenti. Importato misteriosamente dalla Spagna a fine anni 80’, si è riprodotto con successo in queste acque. Si distingue dal barbo europeo per il profilo più appuntito ma soprattutto per la grandezza delle scaglie.

Questo è tutto! Se hai catturato un barbo e vuoi sapere la specie, contattaci o scrivici su facebook e Instagram: saremo lieti di aiutarti ad identificarlo!

A presto, Omar!