Ciao, come ben saprai nel recente regolamento dell’Utr di Bergamo nel 2018, l’ibrido di marmorata è passato da 22 a 40cm.

 

Questa modifica nasce con l’obiettivo di tutelare ulteriormente una delle specie più importanti delle nostre acque, la trota marmorata.

 

 

Devi sapere infatti che, negli esemplari giovanili di trota marmorata (anche fino a 40cm), alcune popolazioni presentano delle macchie rosse sui fianchi, che poi nel corso degli anni vanno a sparire. Ed è proprio per questo motivo, per essere sicuri di tutelare questa specie, che si è deciso di portare la misura minima a 40cm anche per gli ibridi.

 

Perciò, abbiamo ritenuto opportuno scrivere questo articolo di blog per aiutarti a riconoscere e distinguere una trota fario da un ibrido e da una trota marmorata. 

 

Pronto a leggere? Si parte!

 

Cominciamo dalla trota marmorata.

 

Il carattere distintivo della trota marmorata è la marmoreggiatura sui fianchi e sull’opercolo (la zona del capo subito dietro l’occhio) che sono invece del tutto privi di puntini rossi e/o macchie nere. Il colore di fondo può essere verdognolo o grigiastro con varie sfumature. La marmoreggiatura può assumere anche tonalità rossastre, senza però presentare le vere e proprie macchie rosse tipiche degli ibridi. 
Ecco un esempio tipico di marmoreggiatura:

 

 

Passiamo ora alla Trota Fario.

Carattere tipico della fario è la punteggiatura rossa su fianchi; negli esemplari del ceppo mediterraneo sono presenti anche delle ampie bande verticali scure (macchie parr) e sull’opercolo c’è un evidente macchia nera circolare. 

Ecco un esempio classico di trota fario livrea atlantica:

 

 

E ora arriviamo all’ibrido.

Un esemplare di trota viene considerato ibrido di marmorata se la sua livrea presenta, oltre alla caratteristica marmoreggiatura, anche delle macchie di colore rosso, solitamente di piccole dimensioni, sul tronco o sui fianchi ed una macchia scura, nera o bluastra, a livello dell’opercolo (tra occhio e apertura branchiale). In relazione al grado di ibridazione, possono prevalere i caratteri della marmorata o della fario. 

La presenza di entrambe le condizioni (macchie rosse e macchia scura sull'opercolo) determinano l'Ibrido

Gli ibridi più tipici e facilmente riconoscibili presentano la marmoreggiatura della marmorata ed alcuni punti rossi ben delimitati caratteristici della trota fario.

 

A volte però accade che la marmoreggiatura non è visibile su tutto il corpo, ma tende in alcuni punti a formare dei punti quasi circolari più scuri (1) Anche in questo esemplare sono visibili dei punti rossi (2)

 

Nei casi più difficili da riconoscere anche i puntini rossi scompaiono e quasi tutte le ondulazioni tendono a diventare circolari.

 

Quando le marmoreggiature si assottigliano, gli ibridi appaiono ricoperti da una fitta serie di punti ovali scuri (1) e piccoli punti rossi (2)

 

Bisogna fare attenzione al cambio del colore di fondo che marmorate ed ibridi assumono se rimangono fuori dall' acqua o in un recipiente chiaro.

 

 

Spesso, vicino alle zone di risorgiva, il ventre si colora di giallo (effetto mimetico tra la vegetazione (1). Le marmoreggiature hanno forma uncinata ed ovale (2)

 

Le immagini degli ibridi provengono dal sito della Fipsas di Belluno.

N.B. Essendo il riconoscimento delle specie una questione in continua discussione e che spesso mette in difficoltà anche i più esperti, la regola più saggia da seguire è che, in assenza di certezze, il pesce va sempre rilasciato!

Spero che questo articolo possa esservi d’aiuto!

Per qualsiasi domanda, non esitate a contattarci!

A presto, Omar